Nell'Articolo precedente, mostriamo come il Gruppo Tosh coniuga produttività e visione strategica per eccellere nella produzione suina negli Stati Uniti. Ora entriamo in allevamento per presentare le tecnologie adottate e come l’efficienza si traduce in pratica.
L'allevamento visitato svezza 34 suinetti per scrofa all'anno, un dato superiore alla media aziendale (32,5), nonostante la riduzione del personale e la minore sorveglianza notturna. Con un tasso di mortalità del 10% nella sala parto e 15,3 nati vivi per figliata, questo esempio dimostra che è possibile mantenere elevate prestazioni anche con team più piccoli: una sfida comune anche in America Latina.

Strutture e ambiente
A causa delle condizioni climatiche estreme negli Stati Uniti, tutti gli allevamenti sono climatizzati. In inverno, la sfida consiste nel mantenere la temperatura ideale, utilizzando turbine a gas integrate nel sistema di ventilazione per il riscaldamento. In estate, si ricorre alla ventilazione, alla nebulizzazione e al raffreddamento evaporativo.
Nella sala parto, il sistema si differenzia dallo standard latinoamericano: prese d'aria (inlets) sul tetto e ventilatori di estrazione laterali favoriscono il ricambio d'aria e il raffreddamento attraverso un tetto isolato, efficace in inverno ma con limitazioni nei giorni più caldi.
Gestione dalla nascita allo svezzamento
La castrazione chirurgica viene eseguita a 5 giorni di età. In caso di criptorchidismo unilaterale, si evita il taglio della coda per facilitare l'identificazione di questi animali allo svezzamento. Se il testicolo non è disceso, il macello può rifiutare l'animale o applicare delle sanzioni.
Lo svezzamento avviene a 21 giorni, una pratica comune negli Stati Uniti per aumentare il ricambio dei suinetti nei box e ottimizzare la produzione, a differenza del Brasile (media di 24 giorni) e dell'Europa (minimo 28 giorni a causa di obblighi di legge).
La pulizia dei box viene effettuata da un addetto dedicato e segue il calendario di svezzamento. Le scrofe gravide arrivano circa 4 giorni prima del parto.
Nutrizione e gestione dell'alimentazione
A causa della carenza di manodopera, la gestione dell'alimentazione è altamente semplificata e automatizzata: un solo operatore è responsabile di 300 scrofe da riproduzione, il che richiede la massima efficienza. Il mangime arriva sfuso tramite camion, viene stoccato in silos e distribuito attraverso un trasportatore a coclea e un sistema a dischi azionato da catena (chain disc).
Aspetti differenzianti:
- Utilizzo di fecola di patate per stimolare il consumo nei suinetti;
- Il mangime avanzato dalle scrofe viene riutilizzato nella fase iniziale di allevamento dei suinetti, favorendo l'adattamento ed evitando sprechi;
- Le diete sono meno concentrate, puntando a un costo inferiore per chilo di carne e non alla migliore conversione assoluta, il che si traduce in mangimi più semplici ed economici, con meno additivi nella fase di svezzamento;
- Mangime pellettato al 100%, una pratica ancora poco diffusa negli allevamenti americani.
Programma sanitario
Negli Stati Uniti, la PRRS è endemica e rappresenta una delle principali sfide sanitarie. Le epidemie possono ridurre il numero di suinetti svezzati da quattro a sei per scrofa all'anno, con un impatto significativo sulla produttività. Pertanto, si investe molto nella vaccinazione e nel controllo delle malattie, e il tasso di rimonta può raggiungere il 60% a causa dell'elevata pressione patogena.
Le 5 principali malattie attualmente da affrontare sono PRRS, PED (diarrea epidemica suina), Circovirus Suino di tipo 2 (PCV2), Influenza e Senecavirus. Nessuna di queste era stata segnalata negli Stati Uniti negli anni '80. L'aumento delle dimensioni degli allevamenti e della densità degli animali ha reso più complesso il controllo delle malattie e aumentato il rischio di diffusione, richiedendo protocolli sempre più rigorosi.
In caso di infezione da Actinobacillus pleuropneumoniae (APP), il protocollo vaccinale è stato completamente adattato. Trattandosi di un batterio imprevedibile e altamente aggressivo, la sua presenza è uno dei criteri per decidere il depopolamento, soprattutto se associato ad altre malattie come la PRRS o la PED.
La vaccinazione contro la salmonellosi viene effettuata anche a scopo preventivo.
Biosicurezza
L'allevamento visitato è isolato, recintato e dispone di un'area di biosicurezza ben definita. I visitatori sono tenuti a osservare un periodo di 48 ore senza contatti con altri allevamenti, a registrarsi preventivamente e ad autorizzarsi tramite password di accesso: una misura che rafforza il controllo degli accessi alla struttura (Figura 1 - a sinistra). Una volta scesi dal veicolo, i visitatori indossano copri-scarpe monouso fino a raggiungere l'ingresso dell'allevamento. A quel punto, devono togliersi le scarpe ed entrare nell'area pulita indossando solo i calzini (Figura 1 - a destra).


Tutti i lavoratori lasciano le scarpe nell'apposita area pulita prima di entrare in allevamento (Figura 2 - a sinistra). Il bagno è individuale, estremamente pulito e ben tenuto (Figura 2 - a destra), con un bagno ogni quattro lavoratori dello stesso sesso (Figura 3 - a sinistra).
Ogni lavoratore ha una divisa e un asciugamano identificati individualmente (Figura 3 - a destra). Gli stivali sono ad uso esclusivo interno e non possono uscire dall'allevamento. Per accedere ad aree come l'ufficio, tutti indossano solo i calzini, a dimostrazione dei rigorosi protocolli igienici dell'attività.

La biosicurezza è un pilastro essenziale per la salute degli animali e l'efficienza produttiva. Il rigore dei protocolli adottati dall'allevamento rafforza il loro impegno nella prevenzione delle malattie, nel mantenimento della produttività e nella garanzia della qualità sanitaria della produzione.
Conclusioni
La visita all’allevamento del Gruppo Tosh ha rivelato un sistema produttivo altamente professionale che unisce tecnologia, rigore nella biosicurezza ed efficienza nell’utilizzo della manodopera. Anche di fronte a complesse sfide sanitarie, l’allevamento mantiene elevati tassi di produzione e si distingue come modello per la moderna produzione suina, in particolare per i paesi dell’America Latina che cercano di evolvere i propri sistemi concentrandosi sulla sostenibilità, sul benessere degli animali e sulla redditività.

